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Caratterizzazione degli anticorpi anti-Natalizumab nei pazienti con sclerosi multipla


Una piccola percentuale di pazienti con sclerosi multipla trattati con Natalizumab ( Tysabri ) sviluppa anticorpi contro il farmaco.

L'obiettivo di uno studio, compiuto da ricercatori del Karolinska Institutet a Stoccolma ( Svezia ) è stato quello di caratterizzare la risposta anticorpale anti-Natalizumab, e di indagare le differenze tra i pazienti anticorpo-positivi in modo persistente e in modo transitorio.

Gli anticorpi anti-Natalizumab si sono sviluppati in 57 di 1379 ( 4.1% ) pazienti dopo una durata mediana del trattamento di 3 mesi.

Tra i pazienti positivi, 20 ( 35% ) hanno successivamente manifestato negatività agli anticorpi, 19 ( 33% ) pazienti sono invece rimasti persistentemente positivi, e 18 ( 32% ) pazienti non sono stati confermati come positivi.

Significativamente i più elevati livelli di anticorpi anti-Natalizumab sono stati rilevati tra i pazienti positivi in modo persistente, piuttosto che in quelli transitoriamente positivi.

Un valore di cut-off in grado di predire la persistenza di anticorpi potrebbe essere determinato con una sensibilità di 0.84 e una specificità di 0.80.

I livelli di anticorpi IgG4 e IgM sono risultati significativamente più alti nel gruppo con positività persistente rispetto ai pazienti del gruppo transitoriamente positivi, e i livelli di IgG1 , IgG2 e IgG4 sono aumentati significativamente nel corso del tempo.

Dallo studio è emerso che il livello totale di anticorpi anti-Natalizumab in un primo campione positivo può essere impiegato per predire i pazienti a rischio di positività anticorpale persistente.
Tuttavia, né gli anticorpi IgM né quelli IgG1-4 potrebbero essere utilizzati per discriminare tra i pazienti transitoriamente e quelli persistentemente positivi. ( Xagena2013 )

Lunfkvist M et al, Mult Scler 2013; 19: 757-764

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