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Ocrelizumab riduce la progressione della compromissione degli arti superiori nei pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva


La compromissione della funzione dell'arto superiore è comune nella sclerosi multipla primariamente progressiva ( PPMS ).

Una analisi esplorativa ha esaminato gli effetti di Ocrelizumab ( Ocrevus ) sulla progressione e sul miglioramento, entrambe confermate, nell'alterazione dell'arto superiore nei pazienti partecipanti allo studio ORATORIO.

I pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva hanno ricevuto Ocrelizumab 600 mg oppure placebo ogni 24 settimane per 120 o più settimane.

Il test 9HPT ( Nine-Hole Peg ) è stato somministrato al basale e successivamente ogni 12 settimane.

Gli endpoint esplorativi prespecificati comprendevano cambiamenti nel tempo al test 9HPT e proporzione di pazienti con progressione confermata del 20% o più al test 9HPT.

Le popolazioni sottoposte ad analisi includevano pazienti e sottogruppi intention-to-treat ( ITT ) suddivisi per tempo 9HPT al basale e scala EDSS ( Expanded Disability Status Scale ).

Tra i pazienti ITT, Ocrelizumab ha ridotto significativamente la variazione del tempo al test 9HPT nell'arco di 120 settimane, il rischio di progressione confermata del 20% o più al test 9HPT per entrambe le mani e il rischio di una più grave progressione al test 9HPT rispetto al placebo.

Anche le tendenze numeriche hanno favorito Ocrelizumab rispetto al placebo nel raggiungimento del miglioramento confermato.

Dallo studio è emerso che, nella sclerosi multipla primariamente progressiva, Ocrelizumab riduce il rischio di progressione della disabilità degli arti superiori, e può aumentare la possibilità di miglioramento rispetto al placebo. ( Xagena2018 )

Fox EJ et al, Mult Scler 2018; 24: 1862-1870

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